Il Revival Occulto (XIX Secolo)
Come i tarocchi si trasformarono da gioco a strumento spirituale
Il Revival Occulto (XIX Secolo)
Introduzione
Per oltre 300 anni i tarocchi furono puramente un gioco di carte. Poi, alla fine del XVIII secolo, accadde qualcosa di straordinario: gli occultisti francesi guardarono queste carte da gioco e vi videro una saggezza esoterica nascosta. Questa reinvenzione trasformò i tarocchi da intrattenimento a pratica spirituale, un cambiamento che definisce il modo in cui usiamo i tarocchi oggi.
Comprendere questa storia è cruciale perché rivela cosa è autenticamente antico (pochissimo) rispetto a ciò che fu inventato creativamente dai mistici del XIX secolo (parecchio). Entrambi sono validi, ma conoscere la differenza ci tiene ancorati alla verità.
Antoine Court de Gébelin (1781)
La trasformazione iniziò con Antoine Court de Gébelin, un pastore protestante e massone francese, che pubblicò "Le Monde Primitif" (Il Mondo Primitivo) nel 1781. Nel volume VIII dedicò un saggio alle carte dei tarocchi, avanzando affermazioni straordinarie:
La sua teoria: le carte dei tarocchi erano resti di un antico "Libro di Thoth" egizio, contenente la saggezza dei sacerdoti egizi codificata in immagini simboliche.
Il fascino: era un'epoca di egittomania. Già prima del 1781, l'Europa illuminista era affascinata dall'antico Egitto, alimentata da fonti come gli scritti speculativi del gesuita Athanasius Kircher. I geroglifici non erano ancora decifrati, il che permetteva speculazioni sfrenate sul loro significato. La campagna d'Egitto di Napoleone (1798) e la scoperta della Stele di Rosetta arrivarono in seguito, amplificando ulteriormente il mito egizio.
La verità: Court de Gébelin aveva completamente torto. Come ora sappiamo dalla ricerca storica, i tarocchi ebbero origine nell'Italia del XV secolo, non nell'antico Egitto. Non c'è alcun collegamento egizio.
L'impatto: pur essendo storicamente inesatta, la sua teoria fu enormemente influente. Diede ai tarocchi un lignaggio mistico e suggerì che le carte contenessero un'antica saggezza in attesa di essere decifrata.
Jean-Baptiste Alliette (Etteilla) (1785)
La prima persona a usare davvero i tarocchi per la divinazione (invece di limitarsi a teorizzarne) fu Jean-Baptiste Alliette, che invertì il proprio nome per creare lo pseudonimo "Etteilla".
Innovazione: Etteilla creò il primo mazzo di tarocchi specificamente concepito per la cartomanzia (1789), modificando il modello di Marsiglia per includere significati divinatori sulle carte.
Metodo: sviluppò elaborati sistemi di interpretazione delle carte, corrispondenze astrologiche e disposizioni di stesa.
Influenza: l'approccio di Etteilla fu popolare in Francia e stabilì i tarocchi come strumento divinatorio. Tuttavia, il suo sistema era molto idiosincratico e non divenne la tradizione dominante.
Éliphas Lévi (1810-1875)
La figura più influente dell'occultismo dei tarocchi fu Alphonse Louis Constant, che scriveva con il nome di "Éliphas Lévi". Un ex seminarista cattolico che lasciò il seminario prima dell'ordinazione sacerdotale e si dedicò all'occultismo, Lévi creò il quadro concettuale su cui si fonda il tarocco moderno.
Innovazione chiave: Lévi collegò i 22 Arcani Maggiori alle 22 lettere dell'alfabeto ebraico.
Perché contava: nella Kabbalah (misticismo ebraico) le lettere ebraiche sono sacre e portano un profondo significato simbolico. Collegando i tarocchi alle lettere ebraiche, Lévi diede ai tarocchi un sistema esoterico strutturato.
Altri collegamenti: associò i tarocchi anche a:
- I quattro elementi (Fuoco, Acqua, Aria, Terra)
- Segni astrologici e pianeti
- Simbolismo alchemico
- Misticismo cristiano
Il punto: questi collegamenti furono invenzioni creative, non fatti storici. Ma erano intellettualmente brillanti e crearono un linguaggio simbolico coerente.
Influenza: l'opera di Lévi fu tradotta in inglese e divenne il fondamento del sistema di tarocchi della Golden Dawn, che a sua volta influenzò Waite e Crowley.
Papus (Gérard Encausse) (1865-1916)
Un altro grande occultista francese, Papus (Gérard Encausse), proseguì l'opera di Lévi e rese popolari i tarocchi negli ambienti esoterici.
Opera principale: "Il Tarocco degli Zingari" (1889), che presentava i tarocchi come un sistema completo di conoscenza occulta.
Contributo: Papus sintetizzò varie tradizioni occulte (Kabbalah, astrologia, numerologia, alchimia) e mostrò come i tarocchi potessero fungere da quadro unificante.
Eredità: i suoi libri furono ampiamente letti e influenzarono lo sviluppo del tarocco occulto in Francia e oltre.
L'Ordine Ermetico della Golden Dawn (1888)
La società occultista britannica nota come Ordine Ermetico della Golden Dawn prese le idee degli occultisti francesi e le sistematizzò ancora di più.
Innovazione: creò le corrispondenze dei tarocchi più dettagliate mai realizzate:
- Ogni carta legata a specifiche lettere ebraiche, segni/pianeti astrologici, sentieri kabbalistici, elementi e altro
- Scale di colore per ogni carta
- Usi rituali per le carte
- Attribuzioni simboliche dettagliate
Figure chiave: MacGregor Mathers, A.E. Waite, Aleister Crowley e altri appresero tutti i tarocchi attraverso il sistema della Golden Dawn.
Impatto: il sistema della Golden Dawn divenne (e rimane) il quadro dominante del tarocco esoterico nel mondo anglofono. La maggior parte dei libri moderni sui tarocchi fa riferimento alle corrispondenze della Golden Dawn, spesso senza rendersene conto.
Ciò che Fu Inventato vs. Ciò che Era Tradizionale
È importante comprendere cosa crearono gli occultisti del XIX secolo rispetto a ciò che esisteva prima:
Tradizionale (prima del 1781):
- La struttura di 78 carte
- Le immagini archetipiche degli Arcani Maggiori
- Quattro semi che rappresentano classi sociali
- L'uso come gioco di carte
Inventato (1781-1900):
- Le origini egizie (false)
- Le corrispondenze con le lettere ebraiche
- Le attribuzioni astrologiche dettagliate
- I collegamenti con l'Albero della Vita kabbalistico
- I significati divinatori specifici
- Gli usi rituali occulti
Perché conta: il tarocco moderno è una bella fusione di arte rinascimentale, occultismo del XIX secolo e psicologia del XX secolo. Comprendere cosa è antico rispetto a moderno ci aiuta ad apprezzare entrambe le correnti senza confonderle.
Il Cambiamento nello Scopo dei Tarocchi
Prima del 1781: intrattenimento, gioco d'azzardo, gioco sociale
Dopo il 1900: pratica spirituale, divinazione, autoriflessione, studio occulto
Questa trasformazione è senza precedenti nella storia dei giochi. Immagina se gli scacchi o le carte da gioco diventassero all'improvviso strumenti spirituali primari. È essenzialmente ciò che accadde ai tarocchi.
Conclusione
Il revival occulto del XIX secolo inventò i tarocchi come li conosciamo oggi. Court de Gébelin diede loro una storia d'origine mitica. Lévi diede loro una struttura simbolica. La Golden Dawn diede loro corrispondenze dettagliate. E queste invenzioni creative rimasero.
Questo non rende il tarocco moderno "falso": lo rende una tradizione viva, in continua evoluzione. I simboli funzionano perché attingono ad archetipi genuini e perché generazioni di praticanti li hanno investiti di significato.
Comprendere questa storia ci mantiene onesti. Possiamo onorare sia le origini reali (carte da gioco italiane) sia la sovrapposizione esoterica (occultismo francese e britannico) senza confonderle. Sia la verità sia il mito hanno il loro posto nei tarocchi, purché sappiamo distinguere l'uno dall'altro.